CARICAMENTO

LA NATURA SI RIBELLA ALLA PREPOTENZA DELL’UOMO Il Giardino è stato violato… E’ tempo di curare la Terra

Il dissesto idrogeologico dei territori, come ci appare dopo l’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’Italia recentemente, ripone all’attenzione generale e in modo drammatico la questione posta da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sì: “il giardino è stato violato”. La Chiesa torna così a ricordare all’uomo, come peraltro avvenuto in passato, quanto sia in pericolo l’equilibrio meraviglioso che ha sorretto la Terra fin dal suo nascere. Già Papa Benedetto XVI, in linea con i suoi predecessori, ha cercato in più occasioni di smuovere le coscienze ed attivare l’opinione pubblica verso la tematica dell’ecologia, intesa non solamente come tutela ambientale, ma come tutela dell’uomo, della natura e della società tutta. Papa Francesco ha affermato che: “Il Creato non è una proprietà di cui possiamo spadroneggiare a nostro piacimento, tanto meno una proprietà solo di pochi. Ma è un dono che Dio ci ha dato affinché ne abbiamo cura e ne utilizziamo a beneficio di tutti sempre con grande rispetto e gratitudine”. La Chiesa sostiene l’importanza di un deciso cambiamento e di un movimento di coscienza dei singoli cittadini nel rapporto con la Terra. Difatti la causa di situazioni che interessano la globalità del Pianeta va cercata anche nelle abitudini dei singoli: è troppo facile prendersela solo con il destino; la Terra violata alla fine presenta il conto. Le ferite inflitte alla Terra sono tra l’altro frutto di una concezione erronea basata sulla convinzione del possesso e sulla smania di lasciare un’impronta del proprio passaggio. Ma l’uso scellerato e sconsiderato fin qui fatto del Pianeta impone giocoforza un confronto aspro, serrato ed ormai ineludibile con tematiche scottanti, quali ad esempio: catastrofi ambientali, inquinamento, cambiamenti climatici, desertificazione, abbandono delle terre. Possiamo riconoscere tre questioni aperte. Innanzitutto è necessaria una forte presa di coscienza rispetto agli ormai frequenti disastri ecologici e alle relative conseguenze, a volte irreparabili, che si possono manifestare anche nel medio e lungo periodo. Il raggiungimento del profitto immediato e insaziabile, a cui troppo spesso viene data priorità assoluta a prescindere dai guasti arrecabili deve essere assolutamente temperato dalla consapevolezza, anzi dal dovere, di lasciare alle future generazioni una Terra che a loro volta possano amare, custodire, tutelare e tramandare. La seconda, strettamente connessa alla precedente, riguarda invece la mancanza di un’indispensabile cultura preventiva e ruota intorno al concetto di responsabilizzazione e di costruzione di una cultura veramente e profondamente ecologica. E’ necessario che il mondo della scuola sviluppi un’attività di sensibilizzazione verso le tematiche della tutela del Creato per condannarne gli scempi, denunciarne gli abusi, ma al contempo imparare a goderne le meraviglie. L’ultima questione riguarda l’inadeguatezza della sola azione individuale, che pur non è da trascurare; è necessario un agire congiunto, armonico e programmato per costruire reti di speranza. La condizione attuale esige l’impegno di tutti i soggetti che hanno a cuore la tutela del Pianeta e vogliano farsi promotori della diffusione di stili di vita alternativi e rispettosi: contrastando la prepotenza dell’uomo è possibile gettare le fondamenta per una pacifica convivenza con la natura.
Don Francesco Poli